Una Frase è una forma di parole che contengono un Statement, una Domanda, una Esclamazione, o un Comando.
a. Una frase nella forma di una Asserzione stata chiamata una Frase Dichiarativa: come, le corse di cane.
b. Una frase nella forma di una Domanda stata chiamata una Frase di Interrogative: come, il cane corre?
c. Una frase nella forma di una Esclamazione stata chiamata una Frase Esclamativa: come, come veloce le corse di cane!
d. Una frase nella forma di un Comando, una Esortazione, o una Implorazione stata chiamata una Frase Imperativa: come, vada, corra attraverso le Alpi; o lasciò la corsa di cane.
NOTA. Dopo Lehman (1974), "L'ordine fondamentale di frasi in Torta sembra essere OV. Appoggio per questa assunzione è evidente nei testi più grandi dei materiali attestati nei dialetti di IE più presto. L'ordine fondamentale di frasi in questi primi dialetti non può essere determinato solamente da frequenza di modelli di frase. Per, come le altre costruzioni linguistiche, la manifestazione di modelli di frase marcò, così come ordine non marcato. L'ordine segnato si è aspettato in materiali letterari. I documenti che sopravvivono dai più primi dialetti sono virtualmente tutti in verso o in forme letterarie di prosa. Di conseguenza molte delle frasi individuali non hanno l'ordine non marcato, con verbo finale. Per queste conclusioni di ragione sull'ordine di parola di caratteristica di Torta ed i primi dialetti sarà basato in parte su quelli modelli sintattici che sono cambiati per effetto letterario e retorico raramente: costruzioni comparate, la presenza di posposizioni e preposizioni e l'assenza di prefissi, (...)".
Lehman è criticato da Friedrich (1975) che, come Watkins (1976) e Miller (1975), sostenga un VO situazione preistorica, probabilmente SVO (come quelli trovati in 'centrale' le aree di IE), con scoperte di SOV dialettali e non-costanti. In alcun caso (il viz. Lehman e Miller), un più vecchio IE io o IE II OV (VSO per Miller) sarebbero stati sostituiti da un VO più nuovo (SOV per Miller, più tardi SVO attraverso un processo di trasposizione di verbo). così, tutti i dialetti Indoeuropei attestati hanno evoluto (così probabilmente da una Tarda Torta comune il trend) in un SVO moderno.
Indoeuropeo moderno, come una lingua di IE moderna può seguire i modelli formali e più severi attestati nelle iscrizioni più grandi, i.e. (S) OV, come in latino greco, vecchio Sanscrito, antico e Vedico ed Avestan. Un più nuovo, generale (S) VO ordina (fondi in greco, latino Avestan, germanico ecc.), quale rivela il cambio da OV nella Prima Torta verso un VO nella Tarda Torta per la lingua parlata dell'Europa. ed anche delle forme di usi di litterary, come e.g.. il giornalismo. potrebbe essere usato in contesti non-formali.
Le frasi di torta o erano Nominali, i.e. formato da nomi, o Verbale, se loro includessero un verbo.
IO. Un soggetto ed un predicato. Il Soggetto di una frase è la persona o cosa parlata di. Il Predicato è che che è detto del Soggetto.
a. Il Soggetto è un Nome o Pronome di solito, o della parola o gruppo di parole usato come un Nome.
b. Il Predicato di una frase può essere un Verbo (come le corse di cane), o può consistere di della forma di es ed un Nome o Aggettivo che descrivono ordefines il soggetto (come è buono). Tale nome o l'aggettivo stato chiamato un Nome Predicativo o Aggettivo.
II. In frasi proto-Indo-europee, semplici può essere composto di solamente uno parola, un nome o un verbo; come, Dio!, o (esso) piogge.
NOTI 1. Frasi nominali di questo tipo sono Intromissioni e Vocativi di solito. Frasi verbali di questo tipo includono Imperativi (almeno di 2 P.Sg.) e verbi impersonali che non avevano mai un soggetto nei dialetti più grandi attestarono; come, per Eng. (esso) piogge, cf. Goto. rigneiþ, Lat. pluit, Gk. ..., Skt. vár.ati. Si crede che quando i dialetti di IE divennero SVO in struttura, così che un soggetto fu richiesto, il terzo pronome di anaphoric singolare, corrispondendo a lui, es Tedesco, il francese, ecc., fu presentato come soggetto in tali frasi. Tali pronomi si presentarono perché le lingue di SVO devono avere soggetti in frasi, come faccia verbi intransitivi in alcuna lingua di OV. Tali verbi potrebbero essere completati da substantives nei vari casi, fra loro l'accusativo. Queste costruzioni sono specialmente prominenti per verbi che si riferiscono alle emozioni; come, Lat. miseret, pudet, taedet, Skr. kitavá. tat.pa. Compari anche il Lat di Cicerone. e.rum n.s miseret, od O.H.G. nirthrúzzi di thih di gánges di thes. In Torta condanna le varie forme di caso potrebbero essere usate con verbi. Le più semplici frasi possono consistere di verbi accompagnati da nomi in sette degli otto casi; solamente il vocativo non è usato così. I nomi riempiono il ruolo di oggetti o, possibilmente meglio affermò, di complementi.
NOTI 2. Inoltre la semplice frase che consiste solamente di un verbo, una semplice frase nei primi dialetti ed in Torta potrebbe consistere di un verbo accompagnato da un nome o pronome come complemento. Un soggetto non era obbligatorio comunque. Né era le altre costruzioni che possono sembrare essere naturale, come oggetti indiretti con verbi piaccia 'dia.' La radice * o nella sua più prima forma * deH-aveva nel suo più semplice senso il significato 'presente' ed era spesso non accompagnato da alcuna espressione nominale (Lehman).
Frasi nominali nelle quali un effettivo è associato a con un altro effettivo, un aggettivo, o una particella, faccia su uno del più semplice tipo di frase in Torta.
NOTI 1. Tale tipo di frase è trovato in pressocché ogni dialetto di IE; cf. Hitt. atta. a..u., "il padre (è) buono", Skr. tvá. váru.a, "Lei (è) Varuna", O.Pers. adam D.rayavau., "io (è) Darius", Lat. rara di praeclara di omnia, "tutte le migliori cose (è) raro", ecc. In tutti i dialetti, comunque tali frasi furono restrette nel suo uso ad un uso specialmente formale o, sul contrario, loro sono trovati più spesso, che originalmente in Torta. In latino e dialetti germanici loro sono trovati così, in proverbi e detti, come nel Vecchio irlandese; in greco è trovato anche in poema epico e poesia. In dialetti Balto-slavi la frase nominale e pura è divenuta comunque, il tipo solito di frase nominale, anche quando il predicato è un avverbio o un caso avverbiale. Comunque, tale uso che è esteso più in dialetti moderni (come il russo) che nel più vecchio uni (come il Vecchio slavo), è considerato il risultato dell'influenza finno-ugrica.
NOTI 2. Nel corso di tempo una frase nominale richiese un verbo; questo sviluppo è in concordanza con la caratteristica soggettiva di Torta e le fini che vennero a sostituire i marcatori di qualificatore individuali di prima Torta. I vari dialetti non avevano più un tipo di frase equazionale e distinto. È probabile che i verbi siano omessi chiaramente da ellissi. Notevolmente, ed in slavo, frasi nominali furono reintrodotte, come ha dimostrato (1906-1908) Meillet. La reintroduzione probabilmente è un risultato dell'influenza dalle lingue di OV, come il finno-ugrico. Questo fenomeno illustra quelle costruzioni sintattiche e caratteristiche sintattiche si devono studiare attentamente prima che loro possono essere attribuiti ad eredità. In nord germanico anche una caratteristica di OV fu reintrodotta, con la perdita di prefissi verso la fine del primo millennio A.D. (Lehmann 1970). Ancora nonostante queste influenze di OV susseguenti, frasi nominali devono essere presunte per Torta.
A. Ci sono tracce di Frasi Nominali e Pure con un predicato fatto da un caso obliquo di un nome o un prepositivo composto, anche se loro non sono comuni a tutti i dialetti Indoeuropei.
NOTA. Separatamente da esempi Balto-slavi (a causa dell'influenza finno-ugrica), solamente alcuni esempi isolati sono trovati; cf. Skr. havyaír Agnír mánu.a .rayádhyai, "Agni deve essere pregato coi sacrifici di uomini", Gk. pàr hépoige kaì hálloi oi ké mé tim.sousi, "vicino io (c'è) altri che [la particella] mi loderà (Mendoza)."
B. Oltre a tali espansioni per mezzo di nomi supplementari in casi di nonrequired, le frasi potrebbero essere espanse per mezzo di particelle.
NOTA. Per Lehman, tre sottoinsiemi di particelle vennero ad essere particolarmente importante. Uno di questi è il set di preverbs, come.. Un altro è il set di connectives di frase, come Hitt. nu. Il terzo è il set di espressioni di qualificatore, e.g.., M di torta.' (debba) non.' Un sottoinsieme supplementare, congiunzioni che presentano clausole sarà discusso sotto nella sezione su clausole composte.
Preverbs è caratterizzato distintivamente essendo associato da vicino con verbi e cambiando il loro significato. Nella loro posizione normale loro stanno in piedi direttamente di fronte a verbi (Watkins 1964).
L'Armonia governò così, generalmente, ambo i membri della Frase Nominale e Pura.
NOTA. Diversamente da verbo personale ed i suoi complementi (governato da flesso), la Frase Nominale mostrò un affidamento forte su Armonia tra Soggetto ed Afferma come una caratteristica di definitory: ambo necessario lo stesso caso, e tese ad avere lo stesso numero e genere.
L'es di verbo copulativo è solamente necessario quando presentando le tarde categorie nella morfologia verbale, come Time ed Umore. Perciò, quando l'Umore è l'Indicativo, ed il Time è il neutro (proverbi senza calcolare, o Presente con neutro semantico) non c'è nessun bisogno di usare es.
NOTI 1. La forma di base di frasi nominali, comunque è stata una questione di disputa. Degli Indo-europeisti propongono che l'assenza di un verbo in frasi nominali è un risultato di ellissi e presume un es di verbo fondamentale - 'sia' (Benveniste 1950). Loro sostengono questa assunzione aguzzando al requisito di tale verbo se la frase nominale è nel tempo verbale passato; cf. Hitt. ABU.I.A genzuu.ala. e.ta, "Mio padre era misericordioso." Sul contrario, Meillet (1906-1908), seguito da Lehman e Mendoza pensò, che frasi nominali non richiesero un verbo ma che è probabile che un verbo sia incluso per enfasi. Questa conclusione può essere sostenuta notando che i qualificatori che furono trovati in Torta potrebbero essere usati in frasi nominali senza un verbo. Per esempio noi possiamo citare una frase di Hittite che è negativa ed imperativa, 1-un. 1-edani menahhanda l. id.lu., "Uno non dovrebbe essere cattivo verso un altro uno." Ancora, se un passaggio fosse essere esplicito, una forma di es potrebbe essere usata, come in Skr. nákir indra tvád úttaro ná jy.y. l'asti, "nessuno è più alto di Lei, Indra, né più grande."
NOTI 2. Sul significato originale di es, da quando Brugmann (1925) volle dire originalmente "esista" il suo uso come un verbo copulativo attraverso costruzioni da adesso in che il corriere speciale predicativo l'esistenza del soggetto, come in Hom. Gk. eím Oduseús Laertiádes, "io sono Odisseus, figlio di Laertes (Mendoza)." In durate di Torta erano apparentemente gli altri verbi (con significati simili di 'esista') che potrebbero essere usati come copulatives; compari il bh di IE., "esista, divenga, cresca" (il cf. O.Ind. bhávati, o come supletives in Lat. fui passato, O.Ir. ba, O.Lith. búvo, fut. bùs, O.C.S. impf. bease, ecc.), Wes germanico, 'viva, pausa.'
La più semplice struttura della frase Indoeuropea e comune consiste di un verbo, i.e. il trasporto fuori di un'azione. In lui, nessuni degli attori verbali (Soggetto ed Oggetto) deve essere espresso. il soggetto non è di solito obbligatorio, e l'oggetto appare solamente quando è collegato alla natura lessicale del verbo.
NOTA. Le categorie morfologiche e più grandi, tempo pari furono espresse nella Torta attraverso lessicale vuole dire, e molti resti sono trovati di tale sistema; cf. Hitt. -za (riflessivo), particelle modali in Gk. ed O.Ind., negazione modale in dei dialetti di IE, o il semplice cambio in intonazione che fece interrogativo o imperativo una frase dichiarativa. infatti, all'imperativo manca un marchio di suo proprio.
La relazione tra il Soggetto e l'Oggetto è espresso attraverso il caso.
Non c'è distinzione morfologica e chiara tra transitivo e verbi intransitivi in proto-Indo-europeo.
NOTA. Dei dialetti Indoeuropei hanno specializzato dei suffissi verbali come transitivo (causatives) o intransitivi, come Gk. -en, Gmc. -io, Lat. -un, ecc., mentre in degli altri un preverb combinato con una radice verbale fa il transitivo di verbo di base o intransitivo.
Quando i soggetti sono espressi esplicitamente, il nominativo è il caso assunto.
NOTA. Espressione del soggetto è la dilazione più prominente di semplici frasi per includere più di un'espressione sostantivale. Inoltre menzione così esplicita del soggetto, i predicati possono consistere di verbi accompagnati da due o più nomi, in casi che completano i significati dei verbi (v.i.). Tali costruzioni devono essere distinte dall'inclusione di nomi supplementari le cui forme di caso indicano uso avverbiale.
I pochi verbi sono accompagnati obbligatoriamente da due nomi.
1. l'uso del dativo oltre all'accusativo, come in Skr. t.bhi.m ena. dehi di pári, 'lo Dia finito a quelli due.'
2. lo strumentale ed ablativo, come Skr. áhan v.trám... índro vájre.a, 'Indra uccise... Vr.tra con la sua freccia.' Skr.tvá. agna di ókaso di dásy.m.r .ja., 'Lei guidò i nemici dalla casa, O Agni.'
NOTA. Mentre la somma a queste frasi che sono indicate dai nomi nello strumentale e l'ablativo è essenziale per il significato delle linee nel loro contesto, non ha bisogno di essere incluso nella frase per ragioni sintattiche.
3. I causativi accompagnarono da due accusativi, come Skr. dev.n. u.ata. p.yay. il haví., 'Faccia che i dei che desiderano bevano la libagione.'
In tali frasi l'agente-accusativo rappresenta l'oggetto dell'elemento causativo: come Arturo Un. Macdonell indicò (1916), in una semplice frase corrispondente questo nome sarebbe stato dato nel nominativo, come Skr. dev.haví. il pibanti, 'I dei bevono la libagione.'
Di conseguenza un semplice verbo in Torta fu accompagnato al massimo entro uno effettivo, a meno che il supplementare effettivo era complementare o avverbiale.
Le forme di caso di Nonmandatory sono trovate nella grande varietà, come può essere determinato dagli studi di flessi sostantivali ed i loro usi. Cinque gruppi di elementi avverbiali sono identificati: (1) circostanza, scopo, o risultato; (2) tempo; (3) luogo; (4) maniera; (5) vuole dire.
1) forme di caso supplementari possono essere usate per indicare lo Scopo, Risultato, o Circostanza di un'azione.
Quindi e.g.. lo Strumentale in Skr. m..áy. il na. il suastí, 'Sia grazioso a noi per il nostro benessere.'
Il Dativo fu usato comunemente in questo senso, come nella forma infinitivale Skr. prá .a .yur j.váse soma t.r. 'Estenda i nostri anni, soma per la nostra vita di città [così che noi possiamo vivere da molto].',
NOTA. Cf. Hitt. kuin di mNana-Luin di nu-kan DUMU.LUGAL Ana nehhun di parà di haluki di mNuwanza, 'ed il principe NanaLUi. chi io spedii a Nuwanza per portare la comunicazione' dove Hittite haluki di nome dativo. (Raman 1973).
Quando un nome animato è comportato, questo uso del dativo stato stato identificato l'oggetto indiretto; come, Skr. ri.ákti k.... ra.u..ya pánth.m, 'la notte Nera rinuncia al percorso al sole rosso.'
NOTA. Come possono indicare questi esempi, i dativi, come gli altri casi devono essere interpretati con referenza alle proprietà lessicali dell'elemento verbale.
2) un intervallo avverbiale e più lontano in frasi indica il Time di Avvenimento. I casi in questione è vario, come in Skr. dív. il nákta. yuyotam di asmád di .árum, 'Da giorno e durante la notte ci protegga dalla freccia.'
NOTA. Il dív di forma nominale., quale con cambio di accento non è più un strumentale ma una forma avverbiale fuori del paradigma, ed il nákta accusativo. differisca nel volere dire. Lo strumentale, come il locativo si riferisce ad un punto in durata, sebbene il "punto" può essere esteso; l'accusativo, ad un'estensione di tempo. Casi differenti offrono di conseguenza significati diversi per nomi marcati per il tempo di categoria lessicale.
3) nomi che indicano anche Luogo differiscono nel volere dire secondo forma di caso:
A. L'Accusativo indica la meta di un'azione, come in Lat. R.mam .re' vada a Roma', Hitt. tu. alki.tan tarnahhe 'e quelli (uccelli) io rilascio al ramo' (Otten e Sou.ek 1969:38 § 37).
B. Lo Strumentale indica "sul luogo quale un'azione estende" (Macdonell 1916: 306): sárasvaty. y.nti 'loro vanno lungo il Sarasvat.'
C. L'Ablativo indica il punto iniziale dell'azione: sá ráth.t pap.ta 'lui cadde dal suo carro'; e l'esempio seguente da Hittite (Otten e Sou.ek 1969): i..az (.) mit l.lan AN.BARa. [d] .i, 'Lui prende la lingua di ferro delle loro bocche.'
D. Il Locativo indica un punto nello spazio, e.g.., Skt. diví 'in cielo o il kardi di locativo nell'esempio di Hittite seguente (Otten e Sou.ek): kardi-.mi-i.a-a-kán il dahhun, 'Ed io portai via che [malattia che era] nel Suo cuore.'
Nomi con caratteristiche lessicali per luogo e per il tempo può essere usato nella stessa frase, come in Skr. eti di náktam di úpa di ástam, 'Lui va durante la notte alla casa.' Anche se ambo i nomi sono nell'Accusativo, le caratteristiche lessicali e differenti conducono ad interpretazioni diverse del caso. In così, marcatori flessionali combinano con caratteristiche lessicali per produrre una varietà larga di elementi avverbiali.
4) fra gli elementi avverbiali che sono molto diversi in forme di superficie è quelli che si riferiscono a Maniera. I vari casi sono usati, come segue.
A. L'Accusativo è specialmente frequente con aggettivi, come Skt. k.iprám 'rapidamente', bahú 'grandemente', nyák 'discendente.'
B. Lo Strumentale è usato anche, nel plurale, come in Skt. máhobhi. 'potentemente', così come nel singolare, sáhas.' improvvisamente.'
Simile all'espressione di maniera è lo strumentale usato esprimere il senso di accompagnamento: Skr. devébhir di devó.. il gamat, 'maggio il dio viene [in tale modo che lui è] accompagnò dagli altri dei.
C. L'Ablativo è usato anche per esprimere maniera in collegamento con un numero limitato di verbi come quelli che esprimono 'la paura': réjante ví.v. k.trím..i bh..., 'Tutte le creature tremano paurosamente.'
5) espressioni avverbiali di Vuole dire è espresso dallo strumentale specialmente; come, Skr. áhan v.trám... índro vájre.a, 'Indra uccise... Vr.tra con la sua freccia.' Il nome frequentemente coinvolto si riferisce ad un strumento; cf. Hitt. kalulupu. .mu. hulaliemi di gapinit, 'io lascio senza fiato il filo circa le loro dita.
Nomi animati possono essere usati anche così. Quando loro sono, loro indicano l'agente: agnín. turvá.a. lo yádu. par.váta ugr.deva. hav.mahe, 'Attraverso Agni noi chiamiamo da lontano Turvasa, Yadu, ed Ugradeva. Questo uso condusse all'uso dello strumentale come l'agente in costruzioni passive.
La frase fu caratterizzata in Torta da modelli di Ordine e da Selezione.
A. Le classi di selezione furono determinate in parte da flesso, in parte da categorie lessicali la maggior parte di che erano celate.
NOTA. Delle categorie lessicali furono caratterizzate almeno in parte da caratteristiche formali, come nomi astratti marcati da - il ti -, nomi nella sfera religiosa marcata da - u - ed i collettivi marcarono da * - il h.
B. Oltre alla caratterizzazione per mezzo di ordine e categorie di selezione, la frase fu delimitata anche da Intonazione basata sulle variazioni in pece.
All'estensione che i fonemi di pece di Torta sono stati determinati, una pece alta può essere posited che potrebbero stare in piedi su una sillaba per parola ed una pece bassa che non fu restretta così.
NOTA. L'ubicazione della pece alta è determinata primariamente da Lehman dall'evidenza in Vedico; la teoria che questo è stato ereditato da Torta ricevè l'importante corroborazione dalla dimostrazione di Karl Verner della sua manutenzione in germanico (1875). Così la correlazione spesso citata tra la posizione dell'accento nel Vedico perfetto e le consonanti differenti in germanico purché l'evidenza decisiva per ricostruzione dell'accento di pece di Torta così come per la legge di Verner, come nelle forme perfette (passato) del deik di radice -, show.
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| TORTA | Vedico | O.E. | O.H.G. |
| 1 sg. | dedóika | didé.a | t.h | z.h |
| 1 pl. | dedikmé | didi.imá | tigon | zigum |
Le parole furono caratterizzate su una sillaba da un accento di pece alto, a meno che loro erano enclitico, quello è, non marcato per accento.
Parole accentuate potrebbero perdere il loro accento di pece alto se loro fossero messi alle specifiche posizioni in frasi.
A. I vocativi persero il loro accento se loro fossero medi in una frase o clausola; e verbi limitati persero il loro accento a meno che loro stettero in piedi inizialmente in una clausola indipendente o in alcuna posizione in una clausola dipendente in Vedico. Queste stesse regole possono essere presunte per Torta. Sulla base dei due modelli di caratteristica di perdita di accento per verbi, la caratteristica designa di intonazione può essere anche posited per la frase di IE.
Giudicando sulla base di perdita di accento di pece alto di verbi in loro, clausole indipendenti furono caratterizzate da finale gocciolamento in pece. Per in non marcato ordini il verbo finalmente sta in piedi nella clausola.
Comunque, clausole che sono marcate o portare enfasi o indicare secondarietà, non subisca così che abbassa. Loro possono essere distinti con finale
NOTA. Il modello di intonazione apparentemente indicato da portò la nozione di un'espressione emotiva o enfatica o un'integrazione che richiede, come da un'altra clausola. Queste conclusioni sono sostenute dai modelli trovati in verso allitterativo germanico. Per, come è conosciuto bene, i verbi furono messi da poeti nel quarto, nonalliterating, metricamente posizione prominente nella linea frequentemente: þrym di þeodcyninga gefr.non, gloria di di-people's-re noi-sentire-di, 'Noi sentimmo della gloria dei re delle persone. Questo mettendo di verbi, trattenuto da convenzione metrica in verso germanico mantiene presumibilmente l'evidenza per il modello di intonazione di IE. Per, da contrasto, i verbi potrebbero allitterare, quando loro stettero in piedi inizialmente in clausole o in clausole subordinate; eorlas di egsode, syððan .rest wearð, uomini lui-terrorizzati da quando primo lui-era, 'Lui terrorizzò uomini dalla durata lui prima era [fondi].' wordum di þenden vino di w.old Scyldinga, come-lungo-come con-parole il-amico lui-rigato di-il-Scyldings. I modelli dell'allitterazione nel verso germanico e più grande sostengono di conseguenza le conclusioni che sono state dedotte dall'accentuazione Vedica riguardo all'intonazione della frase Indoeuropea, come faccia modelli negli altri dialetti.
Fra tali modelli è la preferenza per enclitico in seconda posizione nella frase (Wackernagel 1892). Parole trovate in questa posizione sono particelle, pronomi, e verbi che non hanno accento in testi Vedici. Questa osservazione di Wackernagel sostiene la conclusione che l'intonazione della frase è stata caratterizzata da pece alta ed iniziale, con la voce che strascina via alla fine. Per gli elementi di enclitico non furono messi inizialmente, ma piuttosto loro occuparono posizioni nelle quali si furono aspettate porzioni non accentato di parole, come in Skr. pr.vep.m. b.ható m.dayanti, 'L'a penzoloni uni dell'albero alto mi allietano.' Il m di pronome. 'io', come altro tali enclitico, costituisce una frase con la parola iniziale; in così lui è comparabile a sillabe non accentato di parole individuali, come in Skr. prav.tej.íri.e várv.t.n.,' [nato] in un luogo ventoso, rotolando sulla dado-asse'
Una semplice frase consistè poi non solo di un'unità accompagnata da un modello di intonazione, ma anche di sottounità o frasi. Questi furono identificati dal loro accento ed anche da modelli di permise finale.
Le particelle concernite sono nu di Torta, così a, tutti particelle introduttive.
NOTA. Il loro homonymity col nu di avverbio, monaca ed il pronome di anaphoric era una delle ragioni che gli Indo-europeisti non è riuscito a riconoscere loro e la loro funzione più presto. Ancora Delbrück già aveva notato la funzione che clausola-presenta di Skr. sa (1888), come in Skr. tásya t.ni.. r... cicheda di prá dei. yát di sá somap.nam.sa táta. il kapíñjala. abhavat di sám, 'Lui colpì via le sue teste. Da quello che ha bevuto soma, la nocciola-gallina fu creata.' Delbrück identificò sa in questo e le altre frasi come una particella e non un pronome, per lui non sia d'accordo in genere con un nome nella frase. Ma rimase per Hittite per chiarificare la situazione.
In testi di Hittite l'uso introduttivo delle particelle è chiaro (J.Friedrich 1960); ta e .u accadono primariamente nei primi testi, nu nel più tardi, come illustrato nel Vecchio Hittite seguente esempio (Otten e Sou.ek 1969): Bighellonare-un pe.iemi .u- u. LÚ-un. il natta au.zi 'io getto una stoffa su lui e nessuno li vedrà.'
Inoltre tale funzione introduttiva (qui come spesso altrove tradusse 'e'), queste particelle furono usate come primo elemento in una catena di enclitico, come in n-a-.i' ed esso a-lui', nu-mu-za-kan 'ed a-io stesso fra' e così su.
NOTI 1. In greco Omerico tali sequenze di particelle seguono ordini diversi, ma riflettono la costruzione di IE, come in: soí di nu di oudé per êtor di phílon di entrépetai, Olúmpie, 'Ma il Suo cuore non nota, Zeus. Come la traduzione di perhere indica, delle particelle furono usate per indicare le relazioni tra clausole che marcano la semplice frase.
NOTI 2. Molte semplici frasi in Torta sarebbero poi simili a quegli in Hittite e Sanscrito Vedico, come quelli nella storia affascinante presa da Delbrück dal .atapathabr .hma .a. Fra il più semplice è Skr. índro di tám didve.a, 'Indra l'odiò.' Presumibilmente tam è una forma di conflated del taand di particella l'enclitico pronome singolare ed accusativo; la combinazione è attestata in Hittite come ta-un (J. Friedrich 1960). Inoltre l'uso di frase-delimitare particelle, questi esempi illustrano la se